| Letteratura Potenziale |
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La poesia come esercizio divertente
Il gioco di parole è l’escremento dell’ingegno che vola. [...] Tutto quanto c’è di più nobile, di più sublime e incantevole nell’umanità , e forse oltre l’umanità ,
1. Com’è noto, l’idea delle parole come strumenti attraversa il pensiero del «secondo Wittgenstein». «Pensa agli strumenti che si trovano in una cassetta di utensili:» - scrive Ludwig Wittgenstein nel paragrafo 11 delle Philosophische Untersuchungen (Ricerche filosofiche) (1953) - «c’è un martello, una tenaglia, una sega, un cacciavite, un metro, un pentolino per la colla, la colla, chiodi e viti. - Quanto differenti sono le funzioni di questi oggetti, tanto differenti sono le funzioni delle parole».
Si anima e prende vita soltanto nell’uso che ne viene fatto. Dunque ciò che le parole designano è rivelato dal modo del loro uso.
2. Per esaltare l’uso particolare riservato alle parole in campo poetico ovvero per illuminare quel lato della ricerca poetica che si caratterizza come lavoro sul linguaggio può essere interessante soffermarsi sull’esperienza dell’OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), gruppo fondato nel 1960 a Parigi da François Le Lionnais e Raymond Queneau, composto di letterati e ricercatori scientifici, fra cui Noël Arnaud, André Blavier, Italo Calvino, Harry Mathews, Georges Perec, Jacques Roubaud.
un’officina dove si manipolano, si smontano, si combinano in modo originale le parole e si forgiano strutture per la produzione di testi letterari?
delle numerose Sottocommissioni di Lavoro del Collegio di ‘Patafisica, accademia dello sberleffo e della fumesteria istituita l’11 maggio 1948 sempre a Parigi da un cenacolo di letterari, artisti e poeti depositari della ‘patafisica, scienza delle soluzioni immaginarie, del particolare e delle leggi che governano le eccezioni, teorizzata da Alfred Jarry in Gestes et opinions du docteur Faustroll. Pataphysicien. Roman néo-scientifique pubblicato postumo nel 1911.
che si tratta di una letteratura ancora inesistente, ancora da farsi, da scoprire in opere già esistenti o da inventare attraverso l’uso di nuove procedure linguistiche, una letteratura mossa dall’idea che la creatività , la fantasia trovano uno stimolo nel rispetto di regole, di vincoli, di costrizioni (contraintes) esplicite, come ad esempio quella di scrivere un testo senza mai usare una determinata lettera (lipogramma).
La costrizione è strumento creativo, che amplifica le probabilità di raggiungere soluzioni originali, bizzarre: l’essere «costretti» a seguire certe regole induce uno sforzo di fantasia; la costrizione non restringe l’orizzonte delle strategie narrative dello scrittore, al contrario ne allarga le «potenzialità visionarie», paradossalmente è «un inno alla libertà d’invenzione», capace, come ha scritto Calvino, «di risvegliare in noi i demoni poetici più inaspettati e più segreti».
estratto testuale da La poesia come esercizio divertente e la letteratura potenziale
Relazione tenuta al convegno su "Gli utensili della poesia", svoltosi a Duino l'11, 12 e 13 giugno 1999.
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